AREA FLEGREA – TERREMOTO DEVASTA L’ITALIA CENTRALE, SI METTE IN MOTO LA MACCHINA DELLA SOLIDARIETA’

I comuni flegrei in soccorso dei terremotati dell’Italia centrale: Agenzie, associazioni di volontariato e cittadini sono impegnati nella raccolta di beni di prima necessità per sostenere i cittadini dell’Italia centrale colpiti dal terremoto nella notte tra il 24 e il 25 agosto. Di Carol Simeoli.

Si è messa in moto la macchina della solidarietà e molto presto le vittime del terremoto, che nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 agosto ha devastato intere città e paesi dell’Italia centrale, riceveranno i primi aiuti provenienti dai comuni dell’area flegrea. Vicine con il cuore e non solo l’agenzia “Comunicaemozione” e l’associazione di volontariato “Providence Healthcare Project Onlus” di Pozzuoli che hanno organizzato una raccolta di generi alimentari non deperibili. Di diversa natura la raccolta organizzata a Bacoli dall’associazione Freebacoli insieme con il movimento Insurgencia e la Terza Municipalità di Napoli. I beni richiesti sono pannoloni per anziani e bambini, lenzuola, cuscini, coperte, indumenti intimi, salviette deumidificate oltre a scatolame, pasta e alimenti a lunga conservazione.
Solidarietà anche dal comune di Quarto che ha messo a disposizione due centri di raccolta. Oltre a cibo e indumenti, i volontari della Protezione Civile sono impegnati nella raccolta di carta igienica e rotoloni, piatti, bicchieri e tovaglioli, shampoo, bagnoschiuma, sapone, dentifrici e spazzolini, giochi, colori e blocchi per bambini, medicine da banco e attrezzature varie. E da Facebook arriva la proposta a sindaco, assessori e consiglieri di donare il 10% della propria retribuzione per le vittime del terremoto. Grande solidarietà, dunque, da parte della popolazione dei Campi Flegrei che non difficilmente può immedesimarsi nelle vittime del terremoto. L’area vulcanica flegrea è, infatti, interessata dal fenomeno del bradisismo, per cui il suolo si alza e si abbassa provocando intense attività sismiche. E sebbene la zona sia tenuta costantemente sotto controllo e per ora non ci sia alcun allarme, il rischio resta alto. Un piano di evacuazione concreto, infatti, non è stato ancora realizzato e per ora esiste soltanto un piano di smistamento che prevede lo spostamento dei cittadini delle zone colpite in altre regioni italiane. Ed anche la formazione e l’informazione dei cittadini restano, tuttora, alquanto basse.

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