INAUGURATA LA SEDE DI “QUARTO GIOVANE”, MOVIMENTO GIOVANILE PDL

In occasione dell’inaugurazione del centro giovani del Pdl, il nostro direttore, Umberto Milazzo, ha intervistato l’ assessore regionale ai lavori pubblici, Edoardo Cosenza, ed il candidato sindaco della coalizione di centro destra Massimo Carandente Giarrusso. Ascoltiamo le interviste.

httpv://www.youtube.com/watch?v=oZALdGk5g7E

12 Comments

  1. quartogiovane said:

    Buonasera,
    come portavoce del movimento Quarto Giovane, tengo a precisare, che siamo un movimento LIBERALE di destra, è per questo vicini al Giovane candidato sindaco Massimo Carandente Giarrusso.
    Ma ciò non vuol dire che siamo il “centro Giovani del PDL”,il quale è tutt’altro movimento essendo espressione diretta del PDL.
    Siccome fornire una corretta informazione è una sana abitudine di questa testa giornalistica e del suo Direttore Umberto Milazzo, lo invito ad apportare la dovuta correzione al titolo dell’articolo.
    Augurando buon fine settimana è buon lavoro al Direttore , invito a visitare il nostro sito ufficiale http://WWW.QUARTOGIOVANE.IT

  2. quartogiovane said:

    Buonasera,
    come portavoce del movimento Quarto Giovane, tengo a precisare, che siamo un movimento LIBERALE di destra, è per questo vicini al Giovane candidato sindaco Massimo Carandente Giarrusso.
    Ma ciò non vuol dire che siamo il “centro Giovani del PDL”,il quale è tutt’altro movimento essendo espressione diretta del PDL.
    Siccome fornire una corretta informazione è una sana abitudine di questa testa giornalistica e del suo Direttore Umberto Milazzo, lo invito ad apportare la dovuta correzione al titolo dell’articolo.
    Augurando buon fine settimana è buon lavoro al Direttore

    • quartogiovane said:

      Giusto, grazie per la precisazione,
      caro spinellidoc, quando hai la sensazione che qualcuno voglia etichettarti, rispondi quasi istintivamente , omettendo involontariamente un dato importante come quello evidenziato dalla tua attentta lettura.

  3. vedicaldi said:

    Gentile quartogiovane,
    seguendo il suo consiglio sono andato a visitare il vostro sito quartogiovane.it, leggendo con particolare interesse l’ intervista con il candidato Giarrusso, datata 22 aprile scorso, dal titolo ‘NON ACCETTERO’ PRESSIONI’. Nel corpo della suddetta intervista c’è la frase, che riporto con copia/incolla:

    Non posso negare che si sono verificate delle difficoltà lungo il percorso.Ho deciso di accettare la candidatura a sindaco premettendo che non avrei ceduto a compromessi di alcun genere.Sarei sceso in campo per il bene della mia città ma senza subire imposizioni. Così non è stato. Purtroppo sono arrivate delle pressione dall’alto volte ad imporre la presenza di “NOI SUD”all’interno della nostra coalizione. Ed ho spiegato a chi di dovere che non posso accettare tale diktat.

    Siccome i ‘diktat’ sono antitetici al pensiero liberale, mi chiedo ora come sia stata possibile la presenza della lista NOI SUD nella coalizione: alla fine Giarrusso ha ceduto? Chi le ha esercitate queste pressioni? E dopo l’arresto di Camerlingo, che ha fortemente avvalorato la sua ritrosia nei confronti di quella lista, cos’ha da dire? A chi ha spiegato che non poteva accettare il diktat? E voi, perchè queste stesse domande non gliele avete poste? O c’è qualche passaggio che ho perso? Sinceramente quest’ammontare di forzature e contraddizioni fanno rabbrividire chi abbia contezza di cosa sia il pensiero liberale. Hanno un sapore amaro, che non mi piace per niente. Vi prego di rispondermi e dirmi dove sbaglio a pormi e porvi questi quesiti, perchè proprio in questo caso sarei ben felice di essere in errore. Saluti e grazie dell’attenzione.

    • quartogiovane said:

      Gentile vedicaldi,
      in primis volevo ringraziarla per l’attenzione prestatami,
      non sbaglia affatto a porre e porci quesiti, i quali al movimento QUARTO GIOVANE possono solo dare stimoli a fare meglio, ci confermano ancor di più, che esistono persone che come Lei, sono interessate realmente al nostro territorio, è non come tante che fanno solo critiche sterili e distruttive.
      Volevo anche precisare, che in merito all’intervista del candidato sindaco,il nostro sito non ha fatto altro che riportare ciò che ha dichiarato alla rivista quartomagazine.
      Adesso per tentare di dare delucidazione ai quesiti,è stato pubblicato un articolo di Repubblica data 15/05/2011.
      Spero di essere stato in grado di soddisfare qualche sua domanda.
      Approfitto per invitarla a porci ancora dei quesiti,aiutandoci a crescere è migliorare.
      Siamo stanchi di subire passivamente gli eventi, stanchi di chi mostra il proprio disappunto solo a parole. Siamo GIOVANI, con tanta voglia di fare concretamente qualcosa per la nostra società ed il nostro territorio.
      La ringrazio ancora per l’attenzione, è spero di trovare un suo commento anche sul nostro sito.

  4. Quartomondo said:

    Mamma mia bella, direttore Milazzo! Quante domande! Sembra quasi che lei sia un giornalista!
    A memoria d’uomo non si ricorda una sola circostanza nella quale lei abbia posto domande e non eisiste prova documentata di un suo affondo su di un qualsiasi tema. Lei che tace le notizie, che le passa in ritardo ed annacquate, adesso è tanto curioso e fa tante domande? E cosa è successo di nuovo?

  5. vedicaldi said:

    Gentile quartogiovane,
    la ringrazio per le risposta e per l’accenno all’articolo di Repubblica che, per comodità di chi ha l’amabilità di leggerci, riporto integralmente qui sotto. L’impressione che ne ho tratto ovviamente non è delle più piacevoli in quanto se ne deduce molto facilmente che Giarrusso, al di là delle sue pie e condivisibili intenzioni, ha ceduto alle pressioni e quindi, come lui stesso afferma, sarebbe, nel caso fosse eletto, un sindaco ‘sotto padrone’, un fantoccio manovrato ‘dall’alto’ (altra sua espressione). Dunque lo scatto d’orgoglio avuto da Giarrusso nell’intervista a Quartomagazine è rientrato e forse questa è la vera ragione per la quale non ha accettato mai un pubblico contraddittorio con gli altri candidati sindaci, lasciando la poltrona vuota perfino nell’ultima trasmissione preelettorale di QuartoCanale. Dispiace profondamente e fa cadere le braccia, al di là della propria fede politica. A completamento del quadro desolante c’è pure la sfacciata ipocrisia di alcuni: ad esempio, leggere che Amirante dei verdi (la minuscola non è un refuso) dopo gli arresti invocava da Maroni l’invalidazione delle elezioni per consentire ai verdi stessi di presentarsi con una lista propria, prendendo le distanze dalla coalizione di centrodestra, m’ha fatto rivoltare dallo sdegno. E’ mai possibile che lui, in politica da anni, vedendo lo scempio del territorio e conoscendone i responsabili, non abbia pensato prima a presentarsi da solo? Sapeva benissimo con chi si accompagnava ed adesso, a frittata fatta, in un goffo e maldestro tentativo cerca di rifarsi una ‘verginità’ elettorale. Se non sa valutare nemmeno le persone con cui si accompagna, come pretende di occuparsi di politica?
    Non ne risparmio nemmeno a Secone, che avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni molto prima ed invece, a gran discapito della città, ha vissuto di equilibrismi e giochi di partito perdendo una fetta della sua coalizione, quella sì, fatta di persone preparate ed oneste.
    Cosa dire, in attesa del risultato delle urne? Non mi faccio grandi illusioni ma spero che almeno le nuove generazioni, i giovani, a qualunque partito appartengano,non si facciano condizionare
    dai vecchi signorotti della politica quartese, che in un ventennio non sono stati capaci di dare vivibilità, sicurezza, senso civico, ordine ad un delle cittadine più giovani d’Italia, incastonata in un posto ricco di storia e bellezze naturali. C’erano tutti gli ingredienti perchè Quarto fosse un posto ambito, invece ora proprio i migliori non vedono l’ora d’andar via. Un saluto affettuoso.

    Quarto-connection
    Cesaro intercettato 22 volte
    Ecco i colloqui con Chiaro, capolista Pdl ora in cella, che era già stato coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nel 2007 ottenendo in quel caso l’archiviazione dall’ipotesi di rapporti con la camorra.
    di DARIO DEL PORTO

    Chiaro a sinistra e il presidente della Provincia Cesaro
    Giovedì 14 aprile, sette minuti dopo l’una del pomeriggio. Squilla il cellulare del presidente della Provincia Luigi Cesaro. È Armando Chiaro, coordinatore del Pdl a Quarto, che gli passa Nicola Imbriani, imprenditore locale impegnato in politica. Quest’ultimo «rassicura» Cesaro e l’accordo, sponsorizzato dal leader regionale del Pdl Nicola Cosentino, per l’ingresso di “Noi Sud” nella coalizione del candidato sindaco del centrodestra, può dirsi concluso. Passano diciotto giorni ed entrambi gli interlocutori di Cesaro cadono nella rete dell’inchiesta del pool anticamorra sulle ramificazioni del clan capeggiato dal boss Giuseppe Polverino. Infatti il 2 maggio Chiaro, nel frattempo candidato come capolista del Pdl alle elezioni amministrative di oggi, finisce in carcere mentre Imbriani evita la cattura e risulta tuttora irreperibile.

    I brogliacci di questa e di altre 21 telefonate fra Chiaro e Cesaro sono stati depositati ieri agli atti dell’udienza fissata per domani davanti al Tribunale del Riesame per discutere l’istanza di scarcerazione dell’avvocato Amedeo Di Pietro, difensore di Chiaro. Cesaro e Cosentino, va chiarito, non sono indagati come estraneo all’inchiesta è anche il candidato sindaco del Pdl Massimo Carandente Giarrusso, a sua volta intercettato 60 volte con Chiaro, che anzi dopo il blitz ha preso le distanze dal capolista del Pdl invitandolo a fare un passo indietro «per motivi di opportunità».

    Nell’informativa redatta dai carabinieri del Nucleo operativo diretto dal maggiore Lorenzo D’Aloja, vengono fotografati alcuni momenti chiave della vita politica di Quarto che, secondo gli investigatori, si intrecciano con la rivalità fra Chiaro e Imbriani, ora accusati di profonde collusioni con clan Polverino ma anche capaci di influenzare la vita politica del comune flegreo. I due vengono descritti come divisi già sull’ipotesi di aprire una cava durante l’emergenza rifiuti nel 2008, operazione sospettata di avere come obiettivo l’acquisizione di «maggiore visibilità nella compagine camorristica» ma non andata in porto «per ragioni contingenti».

    E sono rivali in questi giorni, quando Chiaro si oppone più volte all’ingresso nella coalizione di Noi Sud, sigla alle spalle della quale si muove Imbriani che nella precedente consiliatura aveva appoggiato, tramite una persona ritenuta di sua fiducia, il centrosinistra del sindaco uscente Sauro Secone, non coinvolto nell’inchiesta. Le resistenze all’ingresso nel centrodestra di Noi Sud vengono superate, è la tesi sostenuta nell’informativa, «tramite l’intercessione di Nicola Cosentino». Il 29 marzo Chiaro telefona a Cesaro e gli dice, secondo quanto riportato nella sintesi, di aver saputo da una terza persona che «Cosentino ha deciso che Nicola Imbriani deve stare con loro». Il giorno successivo «Cesaro chiama Armando — si legge ancora nel brogliaccio — e gli dice che il riferimento della lista Noi Sud è Nicola Imbriani».

    In realtà, obiettano gli investigatori, Imbriani ricoprirebbe questo ruolo politico senza alcuna investitura formale. Sempre il 30 marzo, dopo aver parlato con Cesaro, Chiaro telefona al candidato sindaco e gli dice che «Cosentino ha imposto l’ingresso di Noi Sud nella coalizione». Nella ricostruzione dei carabinieri, Cosentino avrebbe spinto su Cesaro per far entrare Noi Sud nella coalizione di centrodestra in virtù dello stretto legame che esisterebbe fra Imbriani e il deputato Antonio Milo, che è estraneo all’inchiesta. Le intercettazioni vengono citate nell’informativa perché giudicate in grado di confermare «la notevole rilevanza politica vantata da Imbriani nei confronti degli esponenti non solo provinciali ma anche nazionali del centro-destra». Ma al tempo stesso, l’indagato appare, dall’indagine coordinata dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Cristina Ribera, come il «classico imprenditore camorrista, impegnato da decenni nel riciclaggio» del danaro sporco accumulato dal clan Polverino. E nella lista di Noi Sud in corsa alle elezioni comunali di Quarto figura anche un candidato, Salvatore Camerlingo, in cella sempre nell’ambito della stessa indagine.

    Chiaro era già stato coinvolto in un’inchiesta per voto di scambio nel 2007 ottenendo in quel caso l’archiviazione dall’ipotesi di rapporti con la camorra. In questa indagine la Procura gli contesta invece legami molto stretti con il clan. Sarebbe proprio l’ex coordinatore locale del Pdl il proprietario «fittizio» dell’appartamento in provincia di Barcellona dove Polverino abitava e gestiva gli affari illeciti. Interrogato dal gip, Chiaro ha respinto le accuse. Domani, dal carcere, giocherà due partite nella stessa giornata: una per l’elezione in consiglio comunale, l’altra per la scarcerazione.

  6. Quartomondo said:

    Muto e silenzioso direttore Milazzo, a quando un suo commento sulle incredibili storie, relative alle scelte di FLI in Quarto Flegreo cesso del mondo? Ben sapendo che lei non risponderà una sola parola e che se ne starà zitto come sempre, faccio seguire un esplosivo articolo, scritto da veri giornalisti, che FINALMENTE CI INFORMANO DI QUANTO ACCADE NEL NOSTRO PAESE, a differenza sua che ci passa solo silenzio, reticenze, e notizie date con due settimane di ritardo o taciute.
    Si segga e legga bene :

    Nuove polemiche politiche dopo gli arresti che hanno riguardato il clan Polverino. “I risvolti dell’inchiesta di Quarto aprono uno scenario inquietante: dalle risultanze dell’inchiesta emerge che il riferimento politico di Luigi Cesaro nel centro flegreo, Armando Chiaro, era andato in Spagna dal boss Giuseppe Polverino per contrattare l’apertura di una discarica nel comune di Quarto. La stessa che poi la Provincia di Napoli ha indicato solo pochi mesi fa e che poi non è stata realizzata dopo le proteste dei cittadini”, sottolineano, in una nota congiunta, Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania, e Andrea Orlando, commissario provinciale Pd Napoli. “Ora vogliamo la verita’. E’ una coincidenza che il coordinatore provinciale del Pdl, nonche’ presidente della Provincia scelga come sito di stoccaggio la stessa cava che Chiaro voleva contrattare con la camorra? Cesaro – hanno aggiunto i due dirigenti Pd – faccia luce immediatamente in merito ai suoi rapporti politici e ci dica chi sono i suoi riferimenti sul territorio. Non siamo interessati a nessun polverone, piuttosto vogliamo capire se la vita amministrativa e politica di questa provincia sia dilaniata da una vera e propria questione morale”. Dal canto suo, Fli chiarisce di aver adottato decisioni sulle liste a Quarto proprio per ragioni di trasparenza. “All’atto del mio insediamento, di concerto con il coordinatore regionale Luigi Muro ed i vertici nazionali di Fli, ho revocato la delega alla presentazione della lista nel comune di Quarto proprio ad alcuni dei soggetti coinvolti nell’inchiesta giudiziaria, i quali di fronte al nostro rifiuto, sono transitati in altre formazioni politiche”, ha precisato il coordinatore provinciale di Futuro e Liberta’ per l’Italia Pietro Diodato. “In buona sostanza Fli – ha aggiunto – ha preferito non essere presente alle elezioni amministrative di Quarto per evitare il rischio, poi rivelatosi concreto, di inquinamento della propria lista. A tal riguardo mi permisi di suggerire al candidato sindaco di Quarto, Massimo Carandente Giarrusso, amico di vecchia data dai tempi di An, preoccupato per le pressioni che riceveva affinche’ mettesse in coalizione liste composte da individui di dubbia moralita’ (pressioni che ebbero esito positivo al tavolo provinciale con i partiti della coalizione), di recarsi dal procuratore Lepore per sottoporgli la composizione delle liste che lo sostenevano”.

    Fonte : il sito di lunaset3
    Link diretto : non posso fornirlo, causa la censura del Milazzo

    Saluti dal forum del quartomondo

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