IL PREFETTO DI NAPOLI SOSPENDE LA NOMINA A CONSIGLIERE COMUNALE DI ARMANDO CHIARO

“Non voglio e non mi permetto di entrare nel merito della vicenda che resta una questione personale, afferma il sindaco Massimo Carandente Giarrusso; ho piena fiducia nella magistratura”. A seguito di questa decione del prefetto, Franco Carputo, meglio conosciuto come il “messicano”, subentra ad Armando Chiaro, alla carica di consigliere comunale, visto che secondo i dati emersi dalle votazioni risulta essere il primo dei non eletti nelle file del Pdl.

“Non voglio e non mi permetto di entrare nel merito della vicenda che resta una questione personale; come ho più volte ribadito in campagna elettorale, ho piena fiducia nella Magistratura. Noi intanto andremo avanti per la nostra strada, lavorando nel miglior modo possibile”; così commenta il primo cittadino quartese, Massimo Carandente Giarrusso, non appena ricevuta la comunicazione ufficiale da parte della Prefettura, della sospensione dalla carica di consigliere, di Armando Chiaro, eletto tra le fila del Pdl.

Il prefetto di Napoli ha infatti dichiarato la sospensione di diritto dalla carica di consigliere del comune di Quarto, Armando Chiaro, proclamato eletto con verbale dell’Ufficio Centrale Elettorale in data 24 giugno 2011. “Il provvedimento del 27 giugno u.s. discende dall’applicazione a carico  del predetto della misura coercitiva, tuttora in vigore, della custodia cautelare in carcere. Il decreto, adottato dal prefetto ai sensi dell’art 59 del D. lgv 267/2000, è stato notificato  ai  componenti del consiglio comunale di Quarto per i provvedimenti conseguenti di presa d’atto della sospensione e surroga temporanea del consigliere”  si legge nella nota diffusa dalla Prefettura.

Umberto Milazzo

 

One Comment;

  1. Quartomondo said:

    Miserevolie. “E’ un fatto personale” Ma fammi il piacere!
    Loro, gli illustri ed apprezzatissimi membri del PDL locale, non sanno nulla, non avevano mai sospettato nulla, non fanno commentii, dicono che è “un fatto personale”. Ridicoli.

    Ah, com’era quella storia del “non potevano non sapere” tanto in voga ai tempi di tangentopoli?

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