GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO PER IL FORUM “LEGALITA’ E SVILUPPO” ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE QUARTO GIOVANE

Si è svolto sabato a Quarto, nell’aula consiliare Peppino Impastato, il primo forum Legalità e Sviluppo, organizzato dall’associazione Quarto Giovane. All’incontro hanno preso parte il professore Amato Lamberti, Don Vittorio Zeccone ed il parroco anticamorra Don Luigi Merola… httpv://www.youtube.com/watch?v=yP8rSdRKNDk

3 Comments

  1. Ulisse said:

    Iniziativa molto interessante ed apprezzata. Tra l’altro, ho visto come il prof. Amato Lamberti sia rimasto “colpito” da Quarto, al quale ha dedicato anche il seguente articolo:

    Questo lembo di terra è arrivato a 40mila abitanti in pochi anni, frutto di una cinica speculazione edilizia. Tanti sono i giovani, che in un blog hanno scritto le 10 ragioni per non comprare casa a Quarto. Di Amato Lamberti

    Quarto è un Comune della provincia di Napoli. Viene indicato anche come Quarto Flegreo perché è situato nell’area dei Campi flegrei, ma anche come Quarto Campano per differenziarlo da altri Comuni che in altre regioni portano lo stesso nome che sta ad indicare la distanza, quattro miglia, da una grande città. Nel maggio del 2011 aveva 40.387 abitanti e da anni registra una crescita esponenziale. Nel 2001, 36.543 abitanti; nel 1991, 30.587 abitanti; nel 1981, 18.741 abitanti; nel 1971, 8.395 abitanti. Una crescita costante e tumultuosa senza una ragione che giustifichi questa urbanizzazione accelerata: nessuna fabbrica, nessuna industrializzazione, nessuna concentrazione di servizi avanzati.

    Solo la speculazione edilizia può dare ragione di questa crescita. Tra l’altro il Comune sorge tutto all’interno della piana di Quarto che, secondo alcuni studiosi, non è altro che un cratere originatosi da una esplosione verificatasi circa 11.000 anni fa. Cratere prima trasformatosi in lago e poi in palude bonificata solo in epoca recente. Una collocazione, quindi, non ottimale, a causa degli alti tassi di umidità. Ma la speculazione edilizia non va per il sottile nella scelta di un territorio da urbanizzare selvaggiamente. Naturalmente quando si dice speculazione edilizia si dice cemento, scavi, movimento terra, imprese edilizie, ma anche piano regolatore, Piano di fabbricazione, varianti urbanistiche, cambio di destinazione d’uso dei suoli. Si dice dunque impresa ma anche politica e pubblica amministrazione.

    A Quarto il cemento è stato sempre fornito a tutti i costruttori da una sola ditta, la CA.FA.90, dopo che le concorrenti erano state tutte allontanate con attentati agli impianti e alle betoniere. Una impresa di grandi dimensioni con 80 betoniere e nove silos di proprietà di Giuseppe Polverino, detto “’o barone”, per i suoi modi e per il suo stile di vita. Per la magistratura un “colletto bianco” del clan di Lorenzo Nuvoletta che da sempre governa tutta l’area Marano-Quarto-Pozzuoli-Villaricca-Giugliano-Qualiano, lasciando anche spazio a cosche criminali di più basso profilo predatorio. Più di 200 sono le imprese edilizie registrate a Quarto. Lavorano tutte anche al di fuori del territorio di Quarto, facendo addirittura concorrenza ai “casalesi”, grazie proprio al “governo” dei Nuvoletta.

    Un governo che si realizza grazie alla costruzione di un intreccio strettissimo con le Amministrazioni locali. A Quarto, secondo i carabinieri, questo intreccio muoveva un business di 30 miliardi di lire l’anno, con la complicità di una classe politica addomesticata e “competente” (nei posti chiave si sono succeduti sempre ingegneri, geometri, costruttori), pronta a garantire attraverso la commissione edilizia il meccanismo del silenzio-assenso sulle licenze. Senza un Piano regolatore generale e con un Piano di fabbricazione risalente al 1959, era assicurata anche la piena “copertura” legale.

    Il 10 aprile del 1992 il Consiglio Comunale di Quarto viene sciolto perché “presenta fenomeni di infiltrazione della criminalità organizzata…in quanto sono emersi inequivocabili elementi di collegamenti diretti e indiretti di taluni amministratori del Comune di Quarto con la criminalità organizzata e forme di condizionamento degli amministratori stessi…ad opera della potente organizzazione camorristica facente capo al noto Lorenzo Nuvoletta e al suo sicario Mattia Simeoli, già condannati per associazione mafiosa e che la criminalità organizzata ha finalizzato negli ultimi anni i propri interventi nel settore dell’edilizia”.

    Ed inoltre, recita sempre il decreto di scioglimento, “L’infiltrazione camorristica all’interno degli organi elettivi del Comune di Quarto, soprattutto per quanto attiene al controllo del settore edilizio nella zona, ha da tempo determinato una serie di attività amministrative palesemente illecite, che si sono concretizzate nell’adozione di deliberazioni consiliari strumentalmente collegate al rilascio di concessioni edilizie illegittime, nella emanazione di numerosi pareri favorevoli da parte della commissione edilizia nel rilascio di numerose concessioni edilizie del tutto illegittime e destinate a favorire persone estranee all’amministrazione, appartenenti ad associazioni camorristiche, nonché taluni amministratori locali preventivamente premuratisi di impossessarsi, con contratti di permuta, dei suoli interessati alle concessioni stesse”.

    In relazione a tutto ciò, il giudice delle indagini preliminari emette ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del sindaco Di Falco Francesco, degli assessori Russolillo Enrico, Salatiello Pasquale, Apa Leopoldo, nonché dei consiglieri comunali Giaccio Carlo Mario, De Fenza Giacomo, Carandente Sicco Giovanni, Catuogno Francesco, per i reati di associazione a delinquere e di abuso in atti di ufficio. Nei confronti dell’assessore Russolillo Enrico viene contestato anche il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, in quanto “risulta essere il principale protagonista delle iniziative relative al programma di speculazione edilizia attuato dall’amministrazione in carica”.

    Al sindaco Di Falco vengono anche contestate concessioni edilizie palesemente illegittime, concesse, su sua semplice comunicazione,” in favore di tale Mallardo Giovanni, cognato di Nuvoletta Ciro, notoriamente affiliato al “clan Nuvoletta” e di Simeoli Antonio, fratello di Simeoli Mattia, già in precedenza indicato quale braccio destro di Lorenzo Nuvoletta”. Un intreccio che dimostra chiaramente come, a Quarto, la camorra fosse diventata la forma della politica.
    Il 9 gennaio del 1993 vengono sequestrati beni immobili per oltre cinquanta miliardi di lire al boss emergente Giuseppe Polverino considerato l’erede del patriarca Lorenzo Nuvoletta nella gestione delle attività illecite nella zona di Quarto e nella zona a cavallo tra Marano e Camaldoli.
    Nel settembre del 1995 si celebra il processo al clan Polverino e agli amministratori collusi.

    Nel corso della sua requisitoria il rappresentante dell’accusa ha sottolineato come fosse venuta a crearsi una sorta di “convergenza di interessi” tra la criminalità organizzata e la classe politica interessata all’affare. La malavita controllava il mercato del calcestruzzo, attraverso una serie di società finite tutte sotto i riflettori dell’antimafia, una parte del mercato edilizio e le estorsioni sui cantieri, abusivi e non. I politici invece agivano a colpi di delibere, la maggior parte delle quali annullate dal Coreco perché illegittime. Strutture amministrative, come la Giunta comunale e la commissione edilizia, si erano trasformate, secondo il PM Paolo Mancuso, in una organizzazione a delinquere.

    La situazione oggi è la seguente: alle ultime elezioni amministrative, 2011, per il rinnovo del Consiglio Comunale, un candidato consigliere, Armando Chiaro, coordinatore del PDL a Quarto, arrestato nell’ambito di una vasta operazione contro il clan Polverino, viene eletto, pur in stato di detenzione, con ben 385 preferenze. Il Chiaro era già stato arrestato in passato, con l’accusa di essere un elemento di spicco del clan, con il ruolo di prestanome per intestazioni fittizie di immobili e imprese. Anche un altro candidato, nella lista Noi Sud, al Consiglio comunale, Salvatore Camerlingo, cugino e fiduciario del boss Salvatore Liccardi, viene arrestato. Il risultato di tutta questa storia è una situazione di grande degrado urbanistico, ma ancor più sociale e civile, come denunciano soprattutto i giovani.

    Quarto, anche per la sua crescita tumultuosa, è il Comune con il maggior numero di giovani in Italia, quasi tutti altamente scolarizzati. Nel blog “Quarto Flegreo cesso del mondo” un gruppo di giovani ha pubblicato le dieci ragioni per non comprare casa a Quarto Flegreo. Sono indicazioni che testimoniano di una grande consapevolezza non solo dei problemi ma delle loro cause, su cui i politici locali dovrebbero riflettere. Non conviene comprare casa a Quarto, perchè:

    1. la casa è costruita con cemento della camorra, e quindi con materiali depotenziati e scadentissimi; 2. si vivrà sempre nella monnezza; 3. il valore della casa diminuirà nel tempo invece di aumentare; 4. non avrete mai un accesso ad Internet degno dell’Europa; 5. I collegamenti con Napoli faranno sempre schifo; 6. La qualità della gente è destinata a peggiorare; 7. L’educazione scolastica dei vostri figli sarà una merda; 8. non potrete mai bere con sicurezza un bicchiere d’acqua dal rubinetto; 9. Avrete un aumento del rischio tumorale e soffrirete di allergie e riniti; 10. Di notte non dormirete mai. Qualunque bar di questo fetente di paese, attiva il karaoke notturno e molti sforano i limiti di legge dei decibel e degli orari.

    Naturalmente appena pubblicato il decalogo sul blog si è scatenata la corsa all’integrazione o alla formulazione di un nuovo decalogo, per cui i motivi per non comprare casa a Quarto sono già diventati una cinquantina e penso che continueranno a crescere. A parte la provocazione da parte dei giovani, che sicuramente avrà fatto imbestialire un sacco di gente, viene fuori un quadro sconsolante di una città che ben merita il nome di “Camorra City” affibiatogli dai giovani e ripreso dalla stampa locale e nazionale. Speculazione edilizia e qualità della vita non vanno mai d’accordo. Così come non vanno d’accordo camorra e sviluppo civile.

    A Quarto si registra una altissima percentuale di sale scommesse, di centri benessere, di ristoranti, di pizzerie, di bar, di paninoteche, oltre che di sportelli bancari, che dovrebbero testimoniare di un diffuso benessere economico, ma è altissima anche la percentuale di furti, rapine, aggressioni che a volte sconfinano in ferimenti e uccisioni. La qualità della vita è pessima e i rischi per la salute, a causa dei rifiuti tossici seppelliti e tombati sotto le case e i palazzi, a partire dalle neoplasie, sono elevatissimi, come testimoniano molte ricerche epidemiologiche. Nelle “camorra city” – e sono tante sul nostro territorio si vive male, anche quando si ha qualche soldo in tasca.
    (Fonte foto: Rete Internet)

  2. quarteseverace said:

    Complimenti, ottoma cronistoria.

    La cosa ridicole che alcuni di quei nomi e/o loro figli o teste di legno siedono ancora nei banchi del Consiglio Comunale.

  3. Scocciato said:

    Va pure detto che alcuni sono risultati innocenti ed estranei ai reati imputati.

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