DIFFERENZIATA PORTA A PORTA: ENTRO UN MESE VIA I CASSONETTI DA VIA GIORGIO DE FALCO E VIA CASALANNO

Dopo le tre riunioni tenutesi nei giorni scorsi tra il sindaco, i tecnici comunali dell’Area Ambiente e i vertici della Quarto Multiservizi, si attende ora la giornata di lunedì, quando sulla scrivania del sindaco Giarrusso dovrebbe arrivare il crono programma operativo della raccolta differenziata, ossia la tabella di marcia per realizzare il progressivo allargamento della raccolta porta-a-porta dei rifiuti che, dalle sole zone di Via Mazzini e Via Crocillo, coprirà tutto il territorio cittadino. Già noto, comunque, il primo obiettivo e i relativi tempi di attuazione: entro fine giugno, salvo imprevisti, il porta-a-porta raggiungerà Via Giorgio De Falco e Via Casalanno. Entro un mese, dunque, anche da queste due strade spariranno i classici cassonetti dell’immondizia e al loro posto verranno fornite ai residenti le indicazioni sui giorni della settimana in cui sarà possibile il conferimento delle singole tipologie di rifiuti.

Veronica Di Vita

2 Comments

  1. liberopensatore said:

    Egregio Sindaco, perche nelle prossime riuniunioni tecniche non discute pure di una idea che ho trovato sul web e che di seguito si descrive.
    L’idea è semplice semplice se ricicli ricevi un premio. La macchina che premia chi ricicla. In Europa va a ruba, noi non sappiamo cos’è. Basta inserire i contenitori in una macchinetta, e quella emette buoni: sconti per la mensa dei bambini, ricariche telefoniche, caffè, benzina. È la raccolta differenziata efficace, veloce e soprattutto conveniente per tutti. Non risolve completamente il problema, ma è già molto. Mentre queste macchinette spopolano in tutta Europa, il nostro Paese non sa che farsene. Eppure costano poco, le più piccole settemila euro. Ma i soldi per la raccolta differenziata, quella che non funziona, finiscono altrove. Miliardi di euro in fumo. Nella terra dell’emergenza QUESTA è anche una storia di una doppia sfida. Perché a importare il macchinario in Italia dalla Svezia ci ha pensato una piccola azienda, la Rditalia, che non vive a Bergamo o nel NordEst dell’efficienza, ma a Napoli, dove dici ‘rifiuti’ e muori. E il fondatore della Rditalia non è un napoletano, ma un greco albanese. Si chiama Nicolas Bouis e deve aver pensato che negli anni dell’emergenza rifiuti in Campania, questa idea avrebbe funzionato. I primi test a Napoli sono un successo tra i cittadini. La macchinetta viene piazzata davanti a un cinema: ogni 150 contenitori, un biglietto gratis. C’è la fila. Poi è la volta di un bar: porta sette contenitori, e avrai il caffè pagato. Il pub regala pizza, il supermercato un litro di latte, la profumeria sconti, la stazione di servizio la benzina. In tempi di crisi funziona eccome. Tutti rispondono “Vedremo” ma il sistema è pensato soprattutto per le pubbliche amministrazioni. Le stesse in tutta Europa che lo hanno adottato senza pensarci su un attimo. L’azienda inizia a contattarne una per una, a partire da quelle della Campania, la terra che ne avrebbe più bisogno. Due anni di telefonate a vuoto. Risponde solo un piccolo comune, Aquilania, che installa il macchinario nella scuola e ai ragazzi che lo usano regala ricariche telefoniche. Semplice ed educativo: se il contenitore non viene riciclato bene, la macchina non lo accetta e non emette lo scontrino. L’azienda bussa ai Comuni soprattutto del Centro-Sud, ma si perde nei “vedremo”, e nelle previsioni di bilancio che sulla raccolta differenziata sono dei buchi neri: i soldi vengono stanziati, e sbandierati, per iniziative che costano moltissimo, come il porta a porta, e non vanno a regime. Eppure le risorse ci sarebbero: esempio la raccolta rifiuti napoletana viene gestita dall’Asia, una società che costa al comune 170 milioni di euro l’anno e ha 2.345 dipendenti. Per questo Napoli ha la tassa sui rifiuti più alta d’Italia. La raccolta nel 2009 doveva raggiungere il tetto del 25 per cento, si arriva a malapena al 19. L’azienda bussa anche a Roma. Ma l’amministrazione fa orecchie da mercante: alla raccolta differenziata non crede, perché bruciare è più conveniente che differenziare. E poi si scopre che la Capitale, come ha rivelato un’inchiesta giornalistica, consegna l’umido a una società del Nord, che si fa pagare. Una doppia spesa per i cittadini, mentre in altri Paesi europei i rifiuti sono una risorsa economica, perché in grado di produrre energia.
    p.s. per essere sicuro che la stessa arrivi alla sua attenzione la trasmetto anche alla sua mailto:massimo@massimosindaco.it,alessandra

  2. Vincenzo said:

    Sono contento di qunato il sindaco stia facendo.
    Giusto per conoscenza sono un abitatante di Quarto e risiedo in via Kennedy, strada confinate con via Crocillo.
    Non faccio di tutta un erba un fascio, pero’ vedo periodicamente persone di via Crocillo scendere di mattina, pomeriggio e sera e spostarsi nella via vicina cioè via Kennedy ed andare a depositare nei bidoni dell’immondizia la loro cara immondizia.
    Allora in questo caso abbiamo una bellisima strada, appena ristruuturata, pulitissima ed una via adiacente con cumuli di rifiuti che non vengono raccolti per settimane ed a volte ancche mesi.
    Questo non lo vedo giusto anche perchè la TARSU la paghiamo tutti e non solo i signori dei parchi di via Crocillo.
    Adesso facendo la raccolta nele altre strade adiacenti cioè via Casalanno e Via Giorgio De falco, ci troveremo che via Kennedy sarà sicuramente inondata oltre all’immondizia che producono gli abitati della via Kennedy e sue traverse nella parte finale anche dell’immondizia degli sfaticati ed incivili persone delle lunghe strade di via Casalanno e De Falco.
    Logicamente se mai si inizia mai si espande la differenziata a tutta la cittadina, ma il mio appello al sindaco è quello di estenderla quanto prima a tutto il territorio e di vigilare su tutto facendo multe salatissime a chi non la rispetta.
    Perche’ se è un ordinanza rimande un ordinaza per deve essere rispettata.
    Vi è anche un ordinanza del vecchio sindaco la quale diceva che i negozi dovevano differenziare anche loro altrimenti sarebbero stati multari.
    Vi è stata fatta solo una multa il giorno dopo il decreto, poi è terminatoo li.
    Si vedono charamente sui cumuli di immondizia scatolni dei supermercati adiacenti o scatoli dei negozi di abbigliamento con addirittura stampigliato il nome del negozio.
    Istituire un organo competente a vigilare su quanto ordinato e costantemente effettuaare multe a chi non rispetta la differenziata.
    Vogliamo uscirne o no?
    Saluti

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