CRISI AMMINISTRATIVA, D’ALESSANDRO (PRC): AGGREGAZIONI E CRISI SI APRONO E SI RICOMPONGONO INTORNO ALLO STESSO ARGOMENTO: L’EDILIZIA!

Il nuovo programma, proposto alla nuova maggioranza, altro non è che “la minestra riscaldata”, in quanto esattamente uguale a quello di prima e non realizzato.        Senza partiti efficienti non c’e’ stabilita’ e trasparenza.

Come avevamo ampiamente previsto, afferma, Giorgio D’Alessandro responsabile del partito della rifondazione comunista, le dimissioni del sindaco erano solo una goffa mossa di teatro per costringere alcuni consiglieri di maggioranza a tornare indietro rispetto alle posizioni assunte circa la vicenda “Presidenza del Consiglio Comunale”. Il nuovo programma, proposto alla nuova maggioranza, altro non è che “la minestra riscaldata”, in quanto esattamente uguale a quello di prima e non realizzato. Quali, dunque, i motivi veri dell’apertura di una crisi di maggioranza dagli esiti scontati? E quali le garanzie di una tenuta fino a fine consiliatura di una maggioranza più debole di prima? Storicamente, nella nostra città, aggregazioni e crisi si aprono e si ricompongono intorno allo stesso argomento: l’edilizia! Essa (l’edilizia) è sempre stata il terreno su cui si sono scontrati gli interessi materiali che fanno capo a persone e gruppi di potere, ben strutturati, e che hanno influenza “interna” ed “esterna” sul Consiglio Comunale, determinandone gli orientamenti e scelte. Non a caso, l’unico periodo di stabilità vero, si ebbe a metà degli anni ’90, al termine di un lunghissimo commissariamento del Comune che portò ad una “bonifica” del territorio ed alla emarginazione degli interessi economici legati all’edilizia. Pensare che il territorio di Quarto, per le sue dimensioni così limitate, possa essere terra di conquista del “capitale edilizio”, è pura follia!  E’ semplicemente sorprendente che nei programmi di una amministrazione di centro-sinistra, sia assente l’intenzione di destinare parti del territorio comunale ad attività produttive reali e quindi sottrarle così alla speculazione.                                                                                                   Se un suolo ospita un qualcosa non può ovviamente ospitarne un’altra.                       Ci sono decine di aziende pronte ad investire, creando occupazione, ma non c’è attività, da parte dell’amministrazione in carica, per favorirne l’insediamento attraverso il P.I.P. Una sinistra che non consideri il lavoro come suo punto di riferimento centrale, è destinata alla sconfitta o ad inseguire la destra sul suo terreno preferito: gli affari! E tutto questo avviene nella totale marginalizzazione dei Partiti della maggioranza, che, ridotti a pure “appendici” dell’amministrazione, non svolgono più il loro ruolo di proposta e di orientamento del consenso dei cittadini.            Spetta ai Partiti il compito “costituzionale” e tradizionale di fare da tramite tra il popolo e le istituzioni. Certo anche i Partiti possono sbagliare ed anche noi abbiamo commesso i nostri errori, ma la loro assenza apre spazi ai comportamenti dei singoli ed ai falsi e improvvisati profeti della sinistra. Il nostro sistema istituzionale rappresentativo, piaccia o no, è basato sui partiti, che con le loro responsabilità politiche e la loro immagine pubblica, devono garantire il rispetto degli impegni assunti con i cittadini ai quali hanno chiesto il voto. Diversamente, tutto è nelle mani dei singoli consiglieri che si muovono con “disinvoltura” tra uno schieramento e l’altro, o nelle mani di un sindaco “cacicco”. La parola torni dunque ai partiti del centro-sinistra attraverso pubblici confronti su temi e prospettive che riguardano l’intera comunità cittadina, a partire dall’assetto urbanistico del territorio e sopratutto da quei servizi essenziali che i cittadini di Quarto non possono più attendere.


13 Comments

  1. Quartomondo said:

    A me pare un’analisi davvero chiara e precisa.
    Per renderla ancora più urticante, bisognerebbe spingersi a dire che il mondo dell’edilizia è legato ai quartaiuoli ed ai maranesi; aggiungere anche che tutto in quel contesto è controllato dalla camorra (clan Longobardi-Beneduce et Nuvoletta-Polverino). Non è difficile rilevare, partendo da quanto scritto, che il nodo è STRAPAESANO! Il prolema è che questo sistema affaristico è quartaiuolo.

    La massa elettorale quartaiuola, voterà per il proprio specifico comitato d’affari, come ha sempre fatto negli ultimi decenni.

    Sarebbe davvero un bene, se tutte le persone sganciate dai fatti quartaiuoli (coloro che arrivano da Napoli), cercassero di fare massa critica, unendosi in movimenti che non hanno nulla a che spartire con le lobby quartaiuole. Sarebbe già sufficiente isolare e ghettizzare i sistemi quartaiuoli (fintamente separati), per creare un danno a quei consolidati metodi di controllo del paese.

  2. Quartomondo said:

    Ma, lo chiedo a chi ha conoscenza specifica, dei 42.000 abitanti di Quarto Flegreo, quanti sono gli indigeni quartaiuoli e quanti gli immigrati (penso provenineti in massima parte da Napoli)?

    Un terzo quartaiuoli e due terzi stranieri? Metà e metà?

    Qualcuno può fornire una stima ragionevole?

    • falco said:

      Caro Quartomondo, credo che ormai nessuno sia veramente in grado di fare una simile stima. Il fenomeno dell’immigrazione a Quarto è cominciato circa 40 anni fa, vale a dire due generazioni fa e nel frattempo le parti si sono parzialmente fuse, come avviene sempre in questi casi. La tua idea di mttere insieme le forze che non sono coinvolte nel sistema di potere locale è senz’altro interessante, ma poi alla fine sono i partiti che decidono alle elezioni (tranne qualche caso isolato). Il dubbio che mi viene rispetto alla tua proposta è questo: mettere insieme tanta gente in modo non tradizionale (cioè i partiti), rischia di essere poco controllabile ed essere troppo aperto a presenze spurie o ai demagoghi di turno o, peggio ancora, ad arrivisti che non trovano sufficiente spazio altrove. Un altro dei rischi può essere quello di riprodurre gli stessi antagonismi della politica, dal momento che ogni individuo si porta dietro la propria cultura e la propria formazione (sinistra, destra, centro, etc.). In ogni caso, non potrebbe che far bene, alla nostra città, la nascita di movimenti di massa capaci di svolgere una funzione critica (quella che tu definisci “massa critica”) nei confronti del sistema di potere locale, che ormai coinvolge anche la sinistra. Penso a movimenti giovanili, movimenti culturali, associazioni di volontariato, associazioni ambientaliste, associazioni femminili, etc.. che lavorando in sinergia potrebbero mettere in seria difficoltà il potere locale, intendendo per potere locale l’insieme di interessi economici che opprime questa città e che provoca quella giusta rabbia che anche tu, spesso, legittimamente esprimi.
      Ciao.

  3. quartopotere said:

    C’era una volta… anzi c’è ancora, un signore che faceva, anzi fa ancora, un mestiere antico, un mestiere che non morirà mai. Questo signore, come tutti i Signori che si rispettano aveva un’azienda o società o attività (come piace a voi) che, lui stesso, aveva intestato alla moglie, chissà perché? Questo signore è responsabile (ma dipendente della moglie) di una proficua, anzi redditizia, ma che dico redditizia, ricchissima attività commerciale, di cui è dipendente (la moglie è titolare, badate bene). Non c’è e non ci sarà mai, nessun cittadino quartese che non debba, prima o poi, rivolgersi a lui bussando con i piedi. Lui poco potrà fare, se non con l’avallo della massaia sua consorte, la quale poco o nulla sa della redditizia azienda di sua proprietà e di cui il marito è dipendente (chissà chi se lo beve). L’azienda di cui costui è dipendente (e la moglie massaia è titolare) vende terreni e ..case ma, purtroppo, non riesce a soddisfare la crescente richiesta e tantissimi implorano priorità, ma devono attendere, anche anni. Per la sua meritoria attività, il comune di Quarto gli elargisce qualcosa come circa 2.500 (duemilacinquecento) € mensili.
    Domanda da UN MILIONE di EURO:
    Chi è?
    Vediamo se indovinate

    • falco said:

      Caro quartoptere, davvero un bel rompicapo, anche se molto intrigante. Se si tratta di una metafora, verrebbe da pensare ad un dirigente tecnico del comune (2.500 € al mese). Altrimenti non saprei proprio da dove partire. Ti propongo un metodo: inserisci ogni giorno un nuovo elemento o indizio per facilitare un progressivo avviicinamento alla soluzione.
      Ciao.

    • quartopotere said:

      I patrocinati suoi, Carabinieri non son, ma usano obbedir tacendo.

      • falco said:

        Rimane però la questione dei 2.500 euro al mese che lascia pensare ad un rapporto di dipendenza dal comune di Quarto, magari un dirigente molto influente degli apparati tecnici comunali che esercita in modo non… “ortodosso” la sua funzione. Altrimenti è più vicino al vero Quartomondo, anche se non si spiegherebbero i famosi 2.500 euro che sembrerebbero essere uno stipendio.
        Dai quartopotere, non tnerci sulle spine

  4. Quartomondo said:

    Tenuto conto dei poteri e degli influssi trasversali, sembrerebbe un quartaiuolo di una certa età, probabilmente con interessi diretti o indiretti nella ‘politica’ quartaiauola.
    Presumo possa essere membro della cricca dei 15/20 milionari in euro che comandano Quarto Flegreo, latrina della galassia.

  5. Quartomondo said:

    Per Falco :
    credo che qualunque forma di associazione umana porti con se i germi di tutti i guasti che citi, tuttavia, a fronte della corruzione sistemica, rappresentata dalla lobby quartaiuola, cristallizzata nei decenni, ritengo che qualsiasi variazione di tendenza, qualunque nuovo corso, possa solo far bene a Quarto Flegreo. Visto che, come quasi tutti i sistemi mafiosi, l’organizzazione si basa su di uno stretto legame familiare/paesano, l’idea di ridurre al minimo la coalizione quartaiuola, non potrebbe che indebolire la citata lobby. Ma è solo la mia opinione e la mia speranza, contro gli ultimi 60 anni di storia disonorata di questao fetentissimo paese.

    • falco said:

      Naturalmente ni associo alle tue speranze, anche se la vedo molto dura.

  6. frescobaldo said:

    Io credo di aver capito , pero fare il nome e sempre rischioso,non per paura ma per rispetto del dubbio, e una vera forza di quarto questo soggetto , capace di decidere le sorti dei cittadini e della politica della città, pero come tutte le aziende che propongono un prodotto o un servizio ,la responsabilità e sempre di chi va a spendere da tali aziende , se nessuno va , chiudono? e posso dirti che i migliori clienti siamo noi che siamo venuti ad abbitarci . io conosco tantissimi quartaiuoli come li chiami tu e sono delle persone umili e per bene ,sugli affari non esistono regole , il Cafasso ci insegna si e arricchito eppure non e di Quarto, potrei citarti tantissimi imprenditori sia dell’edilizia che del commercio che anno fatto la loro fortuna a Quarto.

  7. Quartomondo said:

    Giusto per tenere la discussione, condita dalla giusta dose di peperoncino, direi che si potrebbe volutamente evitare di continuare ad arricchire ‘CERTI’ quartaiuoli. e non credo che l’innominato e forse innominabile ceffo, oggetto del quiz, detenga la distribuzione o la vendita di un prodotto in esclusiva assoluta! Fatemi sapere di chi si parla e di cosa si occupa, così che io, la mia famiglia ed i miei conoscenti, si possa evitarlo!

  8. Quartomondo said:

    Si, ma poi questo INNOMINATO, si può sapere chi è? Il quiz è bello, ma se il conduttore non fornisce maio la soluzione, la gente cambia canale! 🙂

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