CONVEGNO PUBBLICO PER INVITARE I CITTADINI A VOTARE 4 SI AI REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO.

Con la privatizzazione dell’acqua aumenterà la bolletta dell’acqua. “L’acqua è un bene pubblico e come tale deve essere gestita”. Ma ascoltiamo le ragioni del si.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Hahdm-FnTxo&feature=related

6 Comments

  1. liberopensatore said:

    Amici concittadini
    Tanti si stanno impegnando per incitarci ad andare a votare domenica 12 e lunedì 13 giugno, non importa se per votare SI oppure No rispetto ai quesiti referendari. E’ ovvio la scelta riguarda il comune ETHOS CIVILE di tutti noi ma è essenziale che, dopo tanti anni di consultazioni referendarie andate a vuoto, almeno questa vada a buon fine, poiché tocca dei problemi fondamentali per l’intera collettività nazionale.
    Dopo più di un quindicennio di REFERENDA sui quali il popolo italiano è stato manipolato, subornato, truffato e mal consigliato da tanti piccoli caporali di sedicenti partiti politici, con le risibili motivazioni che il comune cittadino non è capace di intendere e volere, che le materie referendarie sono troppo ostiche e complesse, che è meglio non far impicciare i molti nelle decisioni dei pochi (tecnocrati) che vorrebbero decidere sopra la testa di tutti gli altri, etc., è ormai ora che una consultazione referendaria riesca a mostrarsi efficace, per ricordare a chicchessia che la sovranità appartiene al popolo!
    Domenica 12 e Lunedi 13 giugno, facciamoci un regalo, amici concittadini assumiamoci la responsabilità di decidere sul nostro destino e su quello dei nostri figli, poco importa come voteremo e cosa decideremo, da un certo punto di vista. L’importante è che comunque votiamo e decidiamo, senza delegare sempre soltanto al ceto di coloro che ci ha, rappresentano, spesso assai male. Ricordiamo loro che ci rappresentano, appunto, ma che i sovrani siamo noi. Com’è noto, il meccanismo del quorum è falsificante rispetto all’effettivo monitoraggio di come la pensi la maggioranza dei cittadini. Infatti, nel momento in cui (e ciò è accaduto tantissime volte) le forze politiche e sociali contrarie all’operazione abrogativa, invece di svolgere legittimamente la propria battaglia civile in favore del NO, si battono ferocemente per scoraggiare gli aventi diritto a recarsi ai seggi, questa stessa azione significa che esiste di volta in volta una porzione più o meno grande di elettorato che, in realtà, partecipa sostanzialmente (senza partecipare formalmente) alla consultazione referendaria. E qui risiede un duplice raggiro corruttivo del popolo italiano. Da un lato, scoraggiando la partecipazione al referendum, s’implementa progressivamente quella disaffezione dei cittadini dalla vita civile che è un grave vulnus per la complessiva tenuta democratica del Paese. E in ragione di quanto appena detto, purtroppo, non sarà facile coinvolgere tantissimi cittadini (da anni disaffezionati alle consultazioni referendarie, grazie all’opera di disimpegno e disinformazione civile promossa dagli pseudo-partiti pseudo-democratici italici) nell’appuntamento del 12 e 13 giugno 2011.
    Questo gesto deve anche dire ai futuri legislatori che andranno in Parlamento che dovranno mettere mano all’articolo 75 della costituzione e a tutte quelle norme che regolano le varie tipologie di consultazione referendaria, al fine di eliminare la necessità del QUORUM (contro-producente se si vuole favorire una Democrazia veramente Partecipativa) e di instaurare la possibilità del Referendum propositivo, come avviene in altre democrazie compiute. Dall’altro, il fine del mancato raggiungimento del quorum (nel tempo, coltivato da diverse forze politiche tanto di destra, che di centro o sinistra) che si mostra come un obiettivo perseguito con grande mobilitazione, militante e proterva, di tutti coloro che avrebbero invece votato NO, affinché proprio non si rechino a votare, mostra la natura inefficace e fuorviante della vigente normativa rispetto ai fini che si propone. In realtà, anche coloro che si mobilitano per disertare la consultazione, vi stanno con tutta evidenza partecipando. Tanto è vero che, se solo fosse abolito il quorum del 50% +1, gli stessi Demagoghi Anti-Democratici che fanno appelli al non-voto, all’astensione, all’andare al mare, etc., immancabilmente si sbraccerebbero a mobilitare lo stesso gregge di elettori da loro (mal) guidati, onde farli recare alle urne per votare NO. Su tali questioni, quindi, amici concittadini rispondiamo compatti all’appello di recarci a votare qualunque sia il proprio orientamento di voto.
    Il mio personale voto è” quattro SI”, convintissimo
    Salve a tutti alla prossima

  2. quartaginese said:

    @Liberopensatore

    Non so tutto questo da dove ti è uscito e come hai fatto a formulare questi tuoi pensieri. Pensieri di parte, sicuramente di parte. Su questo sono d’accordo anch’io. Sono pensieri di parte, di quella parte di cittadini onesti che pensano liberamente. Di quelli che ripudiano guinzagli e briglie. Di quelli che pensano in proprio e non sono disposti a condizionamenti di sorta. Non posso non dirmi completamente d’accordo con te. L’ETHOS CIVILE di aristotelica emanazione dovrebbe essere patrimonio di tutti, invece, molte menti si lasciano subornare a prezzi stracciati. Purtroppo, nullum crimen sine lege. Questo consente a molti di comportarsi in modo scorretto al fine del raggiungimento di personali interessi. Ottimo liberopensatore ce ne fossero tanti come te…

  3. quartaginese said:

    Lo sapete che il Sindaco Massimo ha dichiarato 4 si ai referendum?

  4. Pasquale Massa said:

    E’ vero, Giarrusso ieri si è detto favorevole ai 4 Sì.
    Votare dovrebbe essere sentito anche come un dovere, se si va nel giusto orario ci si impiega meno di 10 minuti. 4xSì

  5. liberopensatore said:

    quartaginese:

    Se per questo sono più che sicuro che ci siano tanti che condividono a Quarto, è solo necessario che ogni uno, facendo autocritica, si decida a tagliare i fili che lo rende burattino. Questo del referendum è una buona occasione per dimostrarlo, è una buona occasione per sancire che stanno cambiando alcune cose, vedi (Milano – Napoli). Sembra arrivato il momento di dimostrare che quando una voce parte dal basso, rappresenta tanti per cui i pochi che stanno in alto a governare devono adeguarsi. Cosa diversa quando le decisioni arrivano da pochi che governano e sono calate sui tanti ”sudditi”.
    Come sarebbe bello se dopo lo spoglio del referendum e la cittadina di Quarto. Finisce sulla cronaca dei giornali e televisioni anche nazionali perché è quella, dove tutti gli aventi diritto al voto sono andati a votare. Indifferentemente del risultato del voto. Utopia! No!!!!
    Basta che noi Quartesi alziamo la schiena e andiamo fieramente ad affermare che la sovranità appartiene al popolo

  6. Quartomondo said:

    quote
    “Basta che noi Quartesi alziamo la schiena e andiamo fieramente ad affermare che la sovranità appartiene al popolo”

    A dire il vero, la sovranità è dei Longobardi Beneduce, dal Corso Italia a destra, e dei Polverino, dal Corso Italia a sinistra.

    Comunque, 4 SI anche per il quartomondo!

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