CONVOCATO PER IL 20 DICEMBRE IL CONSIGLIO COMUNALE PER ELEGGERE IL NUOVO PRESIDENTE DOPO SFIDUCIA DI SEDICI COSIGLIERI

Il consigliere anziano, Andrea Micillo, ha convocato per il 20 Dicembre, e nel caso non si raggiungesse il numero legale, per il 23 dello stesso mese una seduta del civico consesso per eleggere il nuovo presidente a seguito della sfiducia presentata da 16 consiglieri’, con conseguenziali dimissioni dell’ex presidente Leopoldo Carandente.


Giorni frenetici e all’insegna dell’incertezza sono quelli che i consiglieri si apprestano a trascorrere. A tenere banco è l’elezione del nuovo presidente dopo che 16 consiglieri, (tutti i consiglieri di opposione più due dei quattro consiglieri dell’Udc, Geppino Esposito e Nunzio Felaco, più ancora tre consiglieri della maggioranza appartenenti al partito democratico e cioè, Giovanni De Vivo, Salvatore Lista e Principe gennaro) hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’ex presidente del consiglio Leopoldo Carandente. Sarà molto difficile trovare una “ quadra “ all’interno del partito democratico che proprio stasera si riunirà per decidere il da farsi. Capire, cioè, se ci sono i margini per ricucire lo strappo dovuto al fatto che tre consiglieri del partito di maggioranza relativa hanno firmato la sfiducia insieme alle opposizioni. Difficile ipotizzare una soluzione che preveda la presentazione di un candidato unitario, staremo a vedere cosa succede.              Intanto i sedici consiglieri firmatari della sfiducia sembrano compatti e decisi a votare uno dei sedici e stando alle solite indiscrezioni i voti verrebbero convogliati nella persona di Giovanni De Vivo, attuale consigliere di maggioranza del partito democratico. Ricordiamo che per essere eletto il presidente alla prima convocazione occorrono almeno 20 voti, cosa al momento esclusa. Mentre in seconda convocazione bastano sedici voti, giusto quelli che hanno presentato la mozione di sfiducia, cosa che potrebbe avvenire il 29 o 30 Dicembre quando potrebbe essere riconvocato il consiglio con lo stesso argomento all’ordine del giorno e cioè l’elezione del nuovo presidente. Ma in previsione di questo possibile o probabile scenario, il sindaco può consentire che il presidente del consiglio venga eletto dai consiglieri di opposizione? Certamente no, e allora? Cosa farà il primo cittadino? Intanto si aspetta l’esito della riunione di stasera del partito democratico, come già detto prima. Ed ancora, se l’esito dovesse essere negativo sono ipotizzabili le dimissioni del sindaco, revocabili entro 20 giorni, e nel frattempo vedere di ricompattare una nuova maggioranza? Tutte ipotesi, naturalmente, ma che non si discostano molto dalla realtà.

3 Comments

  1. Mastinoquartese said:

    Ma questo De Vivo è quello che appartiene al ben noto giovannone o mi sbaglio? E’ quello che non sa leggere nemmeno quello che gli scrivono o mi sbaglio ancora? Ma uno che fa il presidente del consiglio deve essere uno che conosce bene i regolamenti comunali le leggi ecetera? E allora che ci azzecca il tabbaccaio? A gia, giovannone…

  2. ANALISTA said:

    Buon sangue non mente . Se lo Zio era un voltagabbana il nipote per dimostrare che non è da meno e che la razza è quella si “padrona” stà recuperando in fretta il terreno perduto e probabilmente e statio insignito dal clan De vivo a consolidare sul territorio il buon nome di famiglia.
    Del resto ” Giovannino” per distinguerlo dallo Zione, è persona conosciuta e come in questi momenti stiamo assistendo a livello nazionale delle posizione assunte dai vari parlamentari di quarto rango, anche Lui si immedesima in questa situazione locale e vuole lasciare un tangibile segno di ” casta”

  3. il napoletano said:

    Non penso che si tratti di trasformismo….. visto che mi sembra, che il Consigliere De vivo, sia rimasto nel partito democratico. Meglio lui che un scellarato, che ne ha combinate di tutti i colori. Mi sembra se c’è un Voltagabbana, quello sia il vecchio Leopoldo. E’ poi che c’entra Giovannone in tutto questo….???

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