CONSIGLIO COMUNALE: G. DE VIVO OTTIENE I 16 VOTI DI CHI AVEVA SFIDUCIATO L’EX PRESIDENTE.

Compatti nella votazione i 16 firmatari la mozione di sfiducia nei confronti dell’ex presidente del consiglio comunale Leopoldo Carandente. Tutti gli interventi sono stati improntati a specificare che la sfiducia non era nei confronti di Sauro Secone, ora dimissionario, ma esclusivamente nei confronti dell’ex presidente.

Come era prevedibile i 14 consiglieri di maggioranza non si sono presentati in aula consiliare per l’elezione del nuovo Presidente del consiglio comunale a seguito della decisione di dimettersi da primo cittadino di Sauro Secone Nel consiglio comunale svoltosi ieri mattina, si sono presentati i soli consiglieri dell’opposizione e i sei esponenti della maggioranza che hanno firmato un documento di sfiducia nei confronti del presidente del civico consesso, Leopoldo Carandente Tartaglia, il quale è intervenuto per affermare che non era nelle sue intenzioni candidarsi aalla presidenza del consiglio e che rimase sorpreso quando seppe che altri consiglieri lo avevano indicato per tale ruolo. Da votare c’era, quindi,  il “successore” di Carandente. Unico candidato il democratico Giovanni De Vivo che ha ottenuto 16 voti, tanti quanto il numero dei firmatari della sfiducia al presidente. Votazione valida, ma inutile. Il regolamento del consiglio comunale prevede, infatti, che al primo scrutinio la maggioranza sia dei due terzi dell’intero consiglio. Se ne riparlerà, probabilmente, il prossimo 30 dicembre. “Quando si affrontano battaglie giuste bisogna proseguire – ha dichiarato in aula De Vivo – Alcuni mi hanno invitato nei giorni scorsi a ritirare la mia candidatura per evitare spaccature nel partito, ma sono andato avanti ed i 16 voti ottenuti confermano che ho fatto bene. Adesso spero che qualcun altro degli assenti ci ripensi e mi appoggi nella prossima seduta”. Un seduta che arriverà all’indomani di un’eventuale decisione da parte della segreteria provinciale del Partito Democratico in merito ai tre consiglieri del Pd che hanno sfiduciato il presidente del consiglio. Questa mattina i tre esponenti democratici  – Giovanni De Vivo, Salvatore Lista e Gennaro Principe – dovrebbero incontrare a  Napoli i vertici del partito. Durante la seduta del consiglio comunale di ieri, con l’unico punto all’ordine del giorni riguardante proprio la sfiducia a Carandente – non sono mancate dichiarazioni da parte dei “dissidenti” della maggioranza. Tra questi Salvatore Lista che ha accusato lo “sfiduciato” Carandente di essere “interessato soltanto con un ristretto numero di consiglieri comunali e assessori alla condivisione di iniziative tese solamente all’ostruzionismo e immobilismo politico”. Sulla stessa  linea d’onda il consigliere dell’Udc Nunzio Felaco. Per Geppino Esposito, altro firmatario della sfiducia, la maggioranza che ha sostenuto il sindaco Secone “è cambiata oramai troppe volte”. L’attenzione ora è rivolta non solo alla segreteria provinciale del Pd, ma anche all’assemblea pubblica convocata per domani dal sindaco a cui è stata invitata l’intera cittadinanza e a cui parteciperanno il segretario regionale del Pd Enzo Amendola, il responsabile organizzazione regionale del Pd, Francesco Dinacci e il consigliere regionale Lello Topo.

Salvio Di Lorenzo

2 Comments

  1. Mastinoquartese said:

    Il consigliere De Vivo, nipote del ben più noto protagonista della politica quartese, ha ottenuto 16 voti alla prima votazione per il presidente del consiglio comunale (le minuscole sono d’obbligo in questo caso). Ma di chi sono qesti voti? Sono dei consiglieri: Prencipe Gennaro, De Vivo Giovanni, Lista Salvatore, Esposito Giuseppe, Felaco Nunzio, Di Criscio Pasquale, Chiaro Armando, Apa Leonardo, Ianniccelli Eugenio, Carputo Franco, Perreca Antonio, Micillo Andrea, Fernandez Franco, Amirante Giovanni, Friscia Guglielmo e Contini Antonio. Quindi tutta l’opposizione più De Vivo, Lista e Prencipe che sono del PD. Ergo, il nipotre di Giovannone viene acclamato dall’opposizione, cioè dal centro destra. Ma il nipote dello zio ne é felice ed orgoglioso, in quanto afferma “Quando si affrontano battaglie giuste bisogna proseguire . Alcuni mi hanno invitato nei giorni scorsi a ritirare la mia candidatura per evitare spaccature nel partito, ma sono andato avanti ed i 16 voti ottenuti confermano che ho fatto bene”. Bravo nipote tabaccaio (senza offesa per i tabaccai), vada orgoglioso di questo tuo successo, anzi vada pure a destra, che li hanno tanto bisogno dei suoi innumerevoli silenzi e sporadiche letture di bigliettini che altri scrivono per lei (come per Chiaro). Ho chiesto in giro delle informazioni sulla sua “indefessa” opera di consigliere, l’unica cosa che ho saputo é che le imprese stanno molto a cuore al De Vivo, in quanto “Bisogna stare vicini alle imprese perché ci stiamo allontanando dai bisogni della gente”. Cioè la gente sono le imprese? Quali imprese nipotaccio? Siamo ben consci che la politica, quella seria, non é di casa a Quarto e tantomeno nel suo essere e pensare caro consigliere, ma almeno abbia il pudore di tacere (come le é sempre confacente). Si vergogni (ammesso che ne abbia la dignità) in un momento tanto delicato per il nostro paese, non suo, ché lei lo offende apparentandosi con una pletora di affaristi che tutti la stimano men che mai e che le presenteranno presto il salato conto che (ne sono sicuro) lei é già pronto a pagare. E’ vero, il PD a Quarto non esiste più, anche grazie a lei, ma almeno non si permetta più di dire che la sinistra non può essere rappresentata da altri. Lei porta avanti la politica del suo mentore che é quella del potere a tutti i costi che é foriero solo d’interessi personali e degli amici e parenti. E’ un sentire comune che il Sindaco Secone non torni indietro sulle sue decisioni, ma solo per il fatto di mandare a casa gente come lei.
    Senza alcuna stima
    P.S.
    Se non le é chiaro, se la faccia leggere da altri.

  2. Quartomondo said:

    Sarebbe davvero un bene, se tutti potessero vedere ed ascoltare sto’ tale.
    Un solo video, nel quale quel bell’arnese apre bocca, sarebbe sufficiente a far capire a tutti, dove stiamo andando a parare.

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